Lo "ius sanguinis" e lo "ius loci" sono i due principi su cui si fonda il diritto per ottenere la cittadinanza nei diversi paesi. Dopo aver parlato delle norme che regolano la cittadinanza in Italia (anche in seguito alle parole del capo dello Stato, Giorgio Napolitano, a favore della cittadinanza ai bambini nati in Italia da genitori immigrati), vediamo una breve panoramica internazionale.
Ius soli e ius sanguinis
Lo ius soli prevede che abbiano la cittadinanza tutti coloro che sono nati sul territorio dello stato, indipendentemente dalla cittadinanza dei genitori. Determina quindi l'allargamento della cittadinanza ai figli degli immigrati, nel caso in cui nati sul territorio dello stato: ciò spiega perchè sia stato adottato da Paesi (Stati Uniti, Argentina, Brasile e Canada) con una forte immigrazione e, al contempo, con un territorio in grado di ospitare una popolazione maggiore di quella residente.
Al contrario, lo ius sanguinis, in vigore in Italia (secondo cui è cittadino chi ha un genitore cittadino di quel paese) tutela i diritti dei discendenti degli emigrati, ed è dunque spesso adottato dai paesi interessati da una forte emigrazione, anche storica (come l'Italia, piuttosto che Armenia, Irlanda, Israele), o da ridelimitazioni dei confini (Bulgaria, Croazia, Finlandia, Germania, Grecia, Italia, Polonia, Serbia, Turchia, Ucraina, Ungheria). Vediamo nel dettaglio quali sono le regole nel resto d'Europa.
Cittadinanza in Spagna
In Spagna possono ottenere la cittadinanza gli immigrati maggiorenni dopo dieci anni di soggiorno regolare. Un particolare riguardo è riservato ai cittadini ispano-americani e ai filippini per i quali sono sufficienti due anni. Prevale lo "ius sanguinis" in quanto i nati sul territorio spagnolo da due genitori stranieri non acquistano la cittadinanza.
Cittadinanza in Francia
La Francia distingue tra la nationalitè e la citoyennetè: la prima è una condizione necessaria ma non sufficiente per acquisire la seconda. Per esercitare quest'ultima occorre infatti anche godere dei diritti civili e politici. Vale a dire che un minore, seppur di nazionalità francese, diventa cittadino solo a 18 anni, quando acquisisce la pienezza dei suoi diritti civili e politici.
In Francia la cittadinanza può essere acquisita sia per filiazione (jus sanguinis) che per nascita (jus soli).
E' quindi francese il figlio, legittimo o naturale, nato in Francia quando almeno uno dei due genitori vi sia nato, qualunque sia la sua cittadinanza.
Inoltre, per effetto della Legge del 16 marzo 1998, ogni bambino nato in Francia da genitori stranieri aquisisce automaticamente la cittadinanza francese al momento della maggiore età se, a quella data, ha la propria residenza in Francia o vi ha avuto la propria residenza abituale durante un periodo, continuo o discontinuo, di almeno cinque anni, dall'età di 11 anni in poi.
Si può diventare anche cittadini per "naturalizzazioine" dopo cinque anni di soggiorno, dimostrando tuttavia di possedere una conoscenza sufficiente della lingua e della Costituzione francese. Fanno eccezione gli immigrati francofoni che benificiano di un tempo più breve. Infine anche il matrimonio con un cittadino francese consente di ottenere la cittadinanza dopo due anni di residenza e di vita comune
Cittadinanza in Germania
In Germania la legge di riforma del 2007 ha modificato le norme riguardanti la naturalizzazione (Einburgerung) degli stranieri residenti in Germania e ne ha semplificato le procedure.
Per tutti coloro che non sono tedeschi per diritto di nascita (ius sanguinis), ma che vogliono diventarlo perchè stabilitisi in Germania, la naturalizzazione non avviene in modo automatico, ma previa un'apposita richiesta da parte dell'interessato.
Rientrano in questa fattispecie gli stranieri residenti stabilmente e regolarmente in Germania, i coniugi stranieri di cittadini tedeschi e i figli minori. In questi casi occorre dimostrare la residenza stabile sul suolo tedesco per un periodo di otto anni.
La conoscenza della lingua tedesca è una delle condizioni fondamentali per ottenere la cittadinanza. La riforma del 2007 ha stabilito che chi richiede la cittadinanza deve superare un esame scritto ed orale di lingua tedesca e conseguire il Zertifikat Deutsch, equivalente al livello B1 del Quadro Comune Europeo di Riferimento per la conoscenza delle Lingue (per i minori fino a 16 anni è sufficiente una conoscenza della lingua adeguata alla loro età).
Cittadinanza in Gran Bretagna
Nel Regno Unito qualora al momento della nascita i genitori non siano cittadini britannici, la persona nata nel territorio nazionale ha titolo a richiedere il riconoscimento della cittadinanza nei casi seguenti:
•Se uno dei genitori successivamente divenga cittadino britannico o si stabilisca nel Regno Unito, dovendo però il figlio farne espressa richiesta entro il limite dei 18 anni di età.
•Se il richiedente abbia vissuto nel Regno Unito per i dieci successivi alla nascita non assentandosi per più di 90 giorni.
•Qualora la persona abbia la cittadinanza britannica dei Territori d'oltremare, e per almeno cinque abbia legalmente risieduto nel Regno Unito senza assentarsi per più di 450 giorni durante il quinquennio o per più di 90 negli ultimi dodici mesi.
La cittadinanza europea
Per completare il quadro è utile anche parlare della cittadinanza europea, introdotta con il Trattato di Maastricht, firmato il 7 febbraio 1992 ed entrato in vigore il 1 novembre 1993.
La cittadinanza comprende un insieme di diritti:
•La libertà di circolare e soggiornare liberamente sul territorio di ogni Paese dell'Unione Europea.
•Il diritto di votare ed essere eletto alle elezioni comunali ed europee nello stato di residenza.
•Il diritto alla protezione diplomatica e consolare, garantita dalle autorità diplomatiche e consolari di qualunque stato dell'Unione Europea, in quei Paesi dove non si trova la rappresentanza del proprio stato.
•La facoltà di presentare petizioni al Parlamento Europeo e di rivolgersi al Mediatore europeo.
Con il Trattato di Lisbona del 2007 è stato aggiunto l'istituto dell'iniziativa legislativa popolare che prevede l'invito alla Commissione, da parte di un gruppo di almeno un milione di cittadini europei, rappresentanti di un numero significativo di Stati, a presentare proposte di legge su materie per le quali credono sia necessario un atto giuridico dell'Unione Europea.
http://www.pubblicaamministrazione.net/leggi-e-norme/articoli/3164/p2/la-cittadinanza-in-europa-il-diritto.html